Previsioni dal 10 al 16 Dicembre 2016

“Due mani che si cercano sono l’essenza di tutto il domani.”
Andrè Breton

Meteocereda, edizione (in ritardo) del sabato. Freddo e nebbia: questi gli ingredienti selezionati e pesati per la magica attesa di questo periodo. Attesa del Natale, attesa dell’Inverno che deve ancora arrivare, attesa che il futuro diventi più chiaro…
Non ci saranno variazioni di sorta per tutta la settimana, e ci troveremo a cercare le mani, per sentire la vicinanza, per camminare più sicuri, per non essere soli, per scaldarci dal freddo e per non perdere la direzione. La nebbia disorienta, e ci “spinge” a cercare un nido sicuro dove ripararci. I momenti più difficili sono sempre al primo mattino e la sera, ci sarà un po’ più di luce durante il giorno, dal tardo mattino e fino al pomeriggio.
La ventilazione sarà scarsa, ma comunque pungente, e qualche folata ci farà ulteriormente raggelare. Dal prossimo weekend qualcosa potrebbe cambiare, ma vedremo…
Buona settimana mano nella mano a ciascuno, e per Te che sia insieme contro la nebbia ed il freddo, al caldo di un nido!

NEBBIA

Nascondi le cose lontane,
tu nebbia impalpabile e scialba,
tu fumo che ancora rampolli,
su l’alba,
da’ lampi notturni e da’ crolli
d’aeree frane!

Nascondi le cose lontane,
nascondimi quello ch’è morto!
Ch’io veda soltanto la siepe
dell’orto,
la mura ch’ha piene le crepe
di valerïane.

Nascondi le cose lontane:
le cose son ebbre di pianto!
Ch’io veda i due peschi, i due meli,
soltanto,
che dànno i soavi lor mieli
pel nero mio pane.

Nascondi le cose lontane
che vogliono ch’ami e che vada!
Ch’io veda là solo quel bianco
di strada,
che un giorno ho da fare tra stanco
don don di campane…

Nascondi le cose lontane,
nascondile, involale al volo
del cuore! Ch’io veda il cipresso
là, solo,
qui, solo quest’orto, cui presso
sonnecchia il mio cane.

Giovanni Pascoli

Pubblicato in Previsione settimanale | Lascia un commento

Previsioni dal 3 al 9 Dicembre 2016

relax tra l'autunno

“Non c’è riposo senza amore, non c’è sonno senza sogni d’amore;
il desiderio estremo è amore.”
Allen Ginsberg

Meteocereda, edizione del sabato (un po’ in ritardo…). Siamo entrati nell’ultima fase dell’Autunno, che terminerà il 21 Dicembre alle 10.44, ed è forse il momento di cercare un po’ di riposo, di silenzio, di tranquillità: nelle ultime settimane, infatti abbiamo visto nubi incessanti, piogge decise ed infine un freddo sereno, ma crudo. Si sente ora il bisogno di sedersi vicini, alimentarsi di piccoli gesti quotidiani, e lasciare spazio a qualche sogno da descrivere con parole grandi… c’è bisogno di sentirsi controllati, con la coscienza serena di chi non nasconde più nulla. Le brevi precipitazioni del sabato lasceranno quindi strascichi per la domenica, mentre da lunedì i cieli torneranno a mostrare il sole. Torneranno però anche le foschie basse nelle ore serali e mattutine, complice anche una ventilazione poco decisa, e soli spifferi da Est che manterranno le temperature minime notturne su livelli da “fresco”. La settimana si chiuderà così, senza scossoni, e fino a metà Dicembre non si intravedono tracce di dinamicità… vedremo.
Buona prima settimana dell’ultimo mese dell’anno ad ogni nostro affezionato lettore, ed un pensiero sentito nel silenzio a Te, che sai coccolare nel riposo!

“Anzitutto, ci colpisce sempre, e ci fa riflettere, il fatto che quel momento decisivo per il destino dell’umanità, il momento in cui Dio si fece uomo, è avvolto da un grande silenzio. L’incontro tra il messaggero divino e la Vergine Immacolata passa del tutto inosservato: nessuno sa, nessuno ne parla. E’ un avvenimento che, se accadesse ai nostri tempi, non lascerebbe traccia nei giornali e nelle riviste, perché è un mistero che accade nel silenzio. Ciò che è veramente grande passa spesso inosservato e il quieto silenzio si rivela più fecondo del frenetico agitarsi che caratterizza le nostre città, ma che – con le debite proporzioni – si viveva già in città importanti come la Gerusalemme di allora. Quell’attivismo che ci rende incapaci di fermarci, di stare tranquilli, di ascoltare il silenzio in cui il Signore fa sentire la sua voce discreta. Maria, quel giorno in cui ricevette l’annuncio dell’Angelo, era tutta raccolta e al tempo stesso aperta all’ascolto di Dio. In lei non c’è ostacolo, non c’è schermo, non c’è nulla che la separi da Dio. Questo è il significato del suo essere senza peccato originale: la sua relazione con Dio è libera da qualsiasi pur minima incrinatura; non c’è separazione, non c’è ombra di egoismo, ma una perfetta sintonia: il suo piccolo cuore umano è perfettamente «centrato» nel grande cuore di Dio. Ecco, cari fratelli, venire qui, presso questo monumento a Maria, nel centro di Roma, ci ricorda prima di tutto che la voce di Dio non si riconosce nel frastuono e nell’agitazione; il suo disegno sulla nostra vita personale e sociale non si percepisce rimanendo in superficie, ma scendendo ad un livello più profondo, dove le forze che agiscono non sono quelle economiche e politiche, ma quelle morali e spirituali. E’ lì che Maria ci invita a scendere e a sintonizzarci con l’azione di Dio.”
(ATTO DI VENERAZIONE ALL’IMMACOLATA A PIAZZA DI SPAGNA, DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI,  Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, Sabato, 8 dicembre 2012)

Pubblicato in Previsione settimanale | Lascia un commento

Previsioni dal 26 Novembre al 2 Dicembre 2016

galaverna

“Mai ho visto un uomo guardare, sorridere, sedere, camminare a quel modo, egli pensava. Così veramente desidero anch’io saper guardare, sorridere, sedere e camminare, così libero, venerabile, modesto, aperto, infantile e misterioso. Così veramente guarda e cammina soltanto l’uomo che è disceso nell’intimo di sé stesso. Bene, cercherò anch’io di discendere nell’intimo di me stesso.”
Hermann Hesse

Meteocereda, edizione del sabato. Ci lasciamo alle spalle una settimana di nubi diurne e notturne, e ci apprestiamo a cambiare totalmente tono: nei prossimi giorni infatti l’Autunno si troverà di fronte all’improvviso l’Inverno, e si lascerà andare, quasi crollando senza più forze, ma scendendo nel suo intimo più nascosto, per ritrovare se stesso.
L’Inverno farà capire che è solo venuto ad affiancare il cammino dell’Autunno, ed andranno avanti tenendosi la mano, risalendo dolcemente verso una nuova tranquillità.
Un promontorio di alta pressione sta infatti bloccando ora la porta atlantica, consentendo dall’alto lato la discesa di aria fredda dai balcani e fino a noi. Dalla giornata di sabato non avremo più precipitazioni, e ci sarà una buona domenica, anche se torneranno a trovarci foschie e nebbie serali e mattutine. Da lunedì inizierà l’afflusso di aria fredda, che farà scendere le temperature minime sotto lo zero sia martedì che mercoledì. Da giovedì inizierà una risalita graduale delle temperature, sempre in un contesto sereno, ventilato e senza precipitazioni. Dicembre inizierà quindi con buone premesse di dinamicità.
Buona settimana a chi scende e chi sale, da soli o a braccetto, verso nuovi orizzonti, e per Te ci sia sempre la mano che cerchi, pronta a sorreggerTi nelle difficoltà, ogni giorno.

“…come un colombo intorno a un pallone frenato e con un colpo di becco bene aggiustato forato e lui giù giù giù? …e Noi… ancora ancor più su, planando sopra boschi di braccia tese: un sorriso che non ha né più un volto né più un’età!
E respirando brezze, che dilagano su terre senza limiti e confini, 
ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini.
E più in alto e più in là… se chiudi gli occhi un istante… ora figli dell’Immensità.”
(La collina dei ciliegi, Mogol) 

Pubblicato in Previsione settimanale | Lascia un commento

Previsioni dal 19 al 25 Novembre 2016

17 gennaio '12 (2)

“Non sempre le nuvole offuscano il cielo: a volte lo illuminano.”
(Elsa Morante)

Meteocereda, edizione del sabato. Nuvole, foschia, nuvole, pioggia, nuvole, schiarite, nuvole, nuvole… il periodo che ci aspetta potrebbe essere descritto così, e sarebbe già abbastanza! Stiamo attraversando il lato “grigio” dell’Autunno, quello che non fa vedere i colori stupendi di questa stagione, ma che ci “trattiene” sul divano, con la copertina, a lasciarci coccolare e pensare che anche una carezza aiuta a sistemare tutto. Sono le occasioni giuste per capire come il vero “Sole” sia oltre le nuvole della malinconia, che il grigiore non è un “inevitabile passaggio verso tempi migliori” od un qualcosa da maledire perché è capitato: la vita riserva anche questo, e non c’è risposta a tanti perché. La domenica il tempo sarà un po’ migliore, per peggiorare leggermente lunedì ed alla volta di martedì. Poi non ci saranno precipitazioni fino a giovedì, ed in aumento venerdì. La ventilazione sarà sempre sostenuta ed in direzione Nord – Sud, e le foschie saranno in aumento nelle ore serali ed al mattino.
Che sia una settimana di soffici nubi (con o senza un perché) per ciascuno,
per Te più soffici e sempre luminose!

“Anche questa è vita: giorni di lavoro e poi si torna a casa,
sempre nell’attesa di un domani un po’ migliore.
Anche le ore vuote, quelle più lunghe di un giorno, stringi una forza nuova tra le dita
anche se siamo nei guai, io e Te…
Anche questa è vita, anche se piango dentro, Tu m’hai colpito proprio al centro del cuore
e mi ci passi sopra con le dita.
Anche questa è vita: come l’amore è guerra,
quando ci sbatti l’anima per terra
e noi siamo facili bersagli
 di frecciate nel cuore, tagli profondi da cicatrizzare…”
(Stefano Borgia, Anche questa è vita)

Pubblicato in Previsione settimanale | Lascia un commento

Previsioni dal 12 al 18 Novembre 2016

cropped-acqua-che-scorre.jpg

“Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un’acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d’un greto,
esiguo specchio in cui guardi un’ellera i suoi corimbi;
e su tutto l’abbraccio di un bianco cielo quieto.
Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto s’esprime libera un’anima ingenua,
o vero Tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.
Ma questo posso dirTi, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un’ondata di calma,
e che il tuo aspetto si insinua nella mia memoria grigia
schietto come la cima di una giovinetta palma…”
(Ripenso il tuo sorriso, Eugenio Montale)

Meteocereda, edizione del sabato. Dopo la “picchiata” verso il basso, le temperature stanno tentando una timida risalita su valori più il linea con le medie del periodo. Ma il sorriso dell’Autunno si allarga spalancando le labbra di cieli sereni, incorniciati da un viso che alterna sguardi ancora rigidi a guance più distese e ventose. La settimana che si apre vedrà infatti tre fasi diverse: al sereno di sabato si aggiungeranno delle nubi dalla parte centrale della domenica, fin verso la fine del lunedì, che se ne andranno mercoledì, soffiate via da venti più freddi che faranno scendere ancora le temperature al suolo fino alla fine di giovedì, quando altre nubi anticiperanno l’arrivo di un prossimo fine settimana abbastanza disturbato. Stiamo andando verso la metà dell’Autunno, che però in realtà finora non ha rispettato gli schemi più classici e non sembra intenzionato a trovare una sintesi tra tutte le diverse sfaccettature assunte dal suo inizio, anche in occasione dell’Estate di San Martino.
Buona settimana a chi cerca una sintesi, ma di più a Te che pensi (a ragione) che alla fin fine una sintesi non c’è!

“Lanciarsi nudi giù da un precipizio, 
ritrovarsi in apnea nel freddo di un abisso. 
Imparare le regole per poi infrangerle al momento giusto…
Forse è quella cosa che chiamiamo amore: 
una vecchia storia di cui sappiamo poco, 
che convince i cinici, confonde i diavoli 
e ci fa cantare”
(Ci sono cose che ci cambiano, Paolo Simoni)

Pubblicato in Previsione settimanale | Lascia un commento

Previsioni dal 5 all’11 Novembre 2016

maruni...

“Guarda la bellezza della notte: saremmo nati almeno un milione di altre volte…
Vedi siamo andati sulla Luna per fare foto che poi guarderemo a casa.
Qualcuno ha detto che è stato detto tutto, però ha cambiato idea
morendo in un abbraccio! E poi…
c’è un Inverno persino alle Hawaii”
(Unici, Nek)

Meteocereda, edizione del sabato. Se c’è un Inverno persino alle Hawaii… figurarsi alle nostre latitudini!!! E’ ancora prestino, però da mercoledì mattina vedremo numeretti piccoli sui termometri… a cifra unica. Un promontorio altopressorio si alzerà infatti, tra lunedì e martedì, dalle Baleari e fin sopra la penisola iberica, causando due conseguenze in sequenza: la prima sarà la cessazione dei fenomeni precipitativi e dei venti in atto da oggi, la seconda sarà favorire la discesa di correnti fredde da Oriente. Questa situazione continuerà fino a fine settimana, e sarà pertanto importante proteggersi. In questo caso pro-Te…ggersi dai primi freddi, un po’ come le castagne (della foto) si proteggono dai predatori (e provano a salvarsi dal peggiore di essi: l’uomo!)
Ricapitolando il quadro previsionale, vedremo piogge fino alla prima parte del giorno festivo, poi alternanza di schiarite ed annuvolamenti fino a martedì, con ancora qualche goccia dal cielo, ed il primo freddo che arriva nel passaggio a mercoledì.
Buona settimana a chi si protegge, a Te in modo Unico!

“Ti meriti un amore che Ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che Ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non Ti lasciano dormire.
Ti meriti un amore che Ti faccia
 sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a Te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare con Te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le tue espressioni.
Ti meriti un amore che Ti ascolti quando canti,
che Ti appoggi quando fai la ridicola,
che rispetti il tuo essere libera,
che Ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie
che Ti porti il sogno,
il caffè
e la poesia.”
Frida Kahlo

Pubblicato in Previsione settimanale | Lascia un commento

BENRITROVATI!!!

cereda-riq

“Come sempre io ti do la mia fiducia:
male a me… tu non faresti mai
e anche se l’assenza tua mi brucia un po’
non è niente, si lo so… proprio niente, sì… però…”
(E ancor mi chiedo, Eros Ramazzotti)

Meteocereda, edizione del sabato. Dopo l’assenza del periodo “legale”, col cambio dell’ora, torniamo al nostro consueto appuntamento. Suona perlomeno particolare che in Autunno ed in Inverno, quando di sole in cielo ce n’è di meno, l’orario si chiami “solare”… evidentemente il Sole vero è quello che brilla dentro e ci riscalda, anche nei momenti in cui viene meno la fiducia in tutto. Ringraziamo ancora, perciò, proprio della fiducia che questa rubrica spera di non tradire, e proveremo ad andare avanti giorno per giorno, seguendo insieme l’evoluzione del tempo e delle stagioni. La settimana che abbiamo davanti vedrà “chiudersi” il mese di Ottobre e partire il mese di Novembre. Le belle e tiepide giornate si alterneranno ancora a giorni più frescotti (lunedì… e poi da mercoledì), nubi e cielo coperto (martedì 1, Festa di Ognissanti) ed il periodo finirà anche con foschie e piccole nebbie, con il fenomeno dell’inversione termica e la prospettiva di un periodo con temperature sottomedia del periodo. Non sono previste precipitazioni, salvo qualche goccia nel passaggio da mercoledì a giovedì. La ventilazione si manterrà debole, favorendo così anche il ristagno dell’umidità.
Auguriamo a ciascuno una buona settimana con grande fiducia!
A Te ed in sincerità… di più.

“Ogni giorno per andare al lavoro, per mangiare, per muoverci, per vivere, noi compiamo una serie infinita di atti di fiducia. Ci affidiamo agli altri, al medico che ci cura, al muratore che ha costruito la nostra casa, al pizzaiolo che ci fa mangiare, al pilota che ci deve portare lontano. Diamo fiducia non perché lo vogliamo, perché davvero ci fidiamo, ma perché non possiamo farne a meno. E non è vero che la fiducia si dà solo alle cose serie, la fiducia si dà a tutto e tutti, perché la fiducia ci fa vivere.”
(Alessandro Perissinotto)

 

Pubblicato in Previsione settimanale | Lascia un commento

La toppa

toppa

Quella casa in contrada è sempre stata speciale per il piccolo Luigi: lì vivevano i nonni, e prima di loro i nonni dei nonni dei nonni, e sempre lì era nato suo padre. Lui non abitava lì, perché il papà e la mamma, quando si sono sposati, avevano scelto di andare ad abitare in un appartamento più comodo, in centro paese. Ma ogni volta che erano impegnati al lavoro lo lasciavano lì, con la nonna, e Luigi ogni volta faticava a contenere la sua gioia. Quando stava con lei, nelle belle giornate, Luigi poteva uscire e giocare all’aperto: correre nei prati, arrampicarsi sugli alberi, bagnarsi nel ruscello… E quando ritornava in casa sentiva sempre l’odore buono della nonna, che non era profumo o qualche essenza particolare: poteva essere l’odore del caffè tostato, delle mele appena zuccherate e sfornate, del pane caldo cosparso di burro fresco. La nonna aveva sempre un sorriso gentile, una coccola dolce, una parola buona. Spesso la stufa era accesa anche nelle giornate primaverili, addirittura anche d’estate, perché alla nonna piaceva cucinare lentamente i cibi delle ricette che aveva imparato quando era ancora giovane. Non si capiva se fosse per quel motivo, o per i diversi ingredienti misteriosi che adoperava, ma il risultato era che perfino una semplice pasta al ragù era una vera e propria delizia per il palato di Luigi! Mentre Luigi giocava, la nonna passava il tempo lavorando ad uncinetto o sferruzzando con gomitoli di lana dai colori sempre molto tenui: bianco, crema, grigetto… solo una volta la vide “osare” un bordeaux! Molto scuro, però… quasi cupo.
Il piccolo Luigi non aveva ancora sei anni quando il papà, un giorno, gli spiegò che la mamma era andata lontano, e che non sarebbe stata con loro per molto tempo. Così, più di qualche volta, capitava che, se il papà faceva tardi al lavoro alla sera, lui restava a dormire dalla nonna. Arrivò Settembre, e per lui iniziò l’avventura della scuola. I primi giorni sembravano belli: la maestra accolse tutti con un sorriso, i compagni e le compagne erano timorosi come lui, la bidella era un po’ burbera, ma sapeva fare un thè che curava qualsiasi dolore! Un pomeriggio, giocando nel bel mezzo del cortile della contrada, Luigi cadde e si sbucciò un ginocchio. La ferita bruciava molto, ma lui era preoccupato soprattutto perché si erano strappati i pantaloni… ed era un bel buco!! Corse piangendo dentro casa, e la nonna balzò subito in piedi dalla sua comoda sedia a dondolo. Quando vide il ginocchio di Luigi, lo accolse comunque con un sorriso. Disinfettò la ferita (ah, come bruciava!) e poi si mise all’opera coi pantaloni. Dapprima ricucì il taglio orizzontale che si era formato, poi ci applicò sopra una bella toppa azzurra. Luigi guardava la nonna cucire con mano sapiente, in assoluto silenzio. La nonna gli spiegò che, fin quando i due lembi combaciano, si può sempre ricucire il tessuto, e per rinforzarne la tenuta si mette sopra qualcosa che ricordi la cicatrice che c’è sotto, il dolore che si è provato, magari per provare a non farselo ancora. Il risultato fu sorprendente: non pareva neanche più lo stesso paio di pantaloni! Li infilò subito sopra al cerotto e riprese a camminare felice, seppure ancora un po’ zoppicante. L’indomani andò a scuola con i pantaloni riparati, ma subito notò uno sguardo diverso da parte di alcuni compagni. Qualche bambina iniziò a parlottare sottovoce con le altre, ed in breve Luigi si ritrovò solo, senza nessuno intorno. Provò ad avvicinarsi ad un gruppetto di maschietti, ma gli si parò davanti Giovanni, colui che nei loro giochi era sempre “il capo”. Gli disse senza mezze misure che con quei pantaloni rattoppati non poteva più essere loro amico. Luigi pianse in silenzio. Il gesto d’amore della nonna ora gli sembrava un problema impossibile da superare. La maestra lo trovò lì, seduto in un angolo del cortile, ancora attonito e con le guance solcate dalle lacrime. Si sedette vicino e gli parlò. La maestra gli spiegò con tono gentile che ogni giorno ci sono tante cose che si possono rompere: i pantaloni, i giochi, gli oggetti… ma anche l’amicizia e la fiducia tra le persone. Molte cose si possono aggiustare, alcune perché c’è qualcuno bravo a farlo o perché esistono colle e strumenti speciali. Altre non si aggiustano più… e a malincuore molto spesso siamo costretti a buttarle via. Bisogna capire quanto importante sono per noi. Luigi s’illuminò: se i suoi compagni non capivano il valore di un paio di pantaloni aggiustati da una nonna speciale, come avrebbero potuto conoscere il valore dell’amicizia? Si alzò e tornò orgogliosamente in classe. I compagni non capivano, ma cominciarono ad avere dei dubbi di non essersi comportati tanto bene. Da quel pomeriggio Luigi passò sempre più tempo assieme alla nonna indossando spesso quei pantaloni.
E capitò pure di dover rammendare le toppe rotte!
Ogni tanto il pensiero andava alla mamma lontana che non tornava, e si chiese se non esistesse una toppa per rimediare anche a quello strappo.
Qualche anno dopo la nonna lo lasciò. Lui conservò nel cuore questo insegnamento: non bisogna mai stancarsi di aggiustare le cose alle quali si è affezionati, non bisogna mai rinunciare a ricucire quello che si strappa, fino a che i due lembi combaciano.
Luigi continuò a vivere in quella casa, cercava sempre di tenere accesa il più possibile la vecchia stufa, e continuò ad indossare orgogliosamente dei pantaloni con le toppe.

(Roberto Grande, Tutto si aggiusta e non tutto si aggiusta)

Pubblicato in Previsione settimanale | Lascia un commento

Il colore della Vita

des

“Non scriverò più nulla!!!” disse l’Arancione al limite della pazienza. Tutti gli altri colori rimasero in silenzio attorno alla tavola. Non era mai successo e non riuscivano a spiegarsi il perché di quella reazione così forte: in fin dei conti si trattava solo di decidere il colore della Vita… Ma l’Arancione ormai stava per diventare Rosso, ed il Rosso stesso iniziò a spazientirsi per questa somiglianza. Lui ci teneva molto ad avere l’esclusiva sulla passione, sui sentimenti forti, sul comando del cuore! E la gelosia… “Eh, no!“, il Giallo urlò subito tutto il suo disappunto. “Ragazzi non toccatemi, perché l’unico che può essere geloso qui sono io!!!” e cominciò ad urlare come fanno i pazzi, mentre gli altri pensavano che sì, il Giallo è proprio il colore dei matti! “Guardate che c’è una speranza per tutti” sentenziò il Verde, alzando gli occhioni dal piatto nel quale si stava intingendo. I prati, i boschi, i banchi di scuola: tutto Verde che richiama l’infinito che… Sa di Blu. O Azzurro? I due colori cugini si stavano già tirando per i capelli, mentre il Bianco cercava di dividerli. “Tu sei la notte”, diceva l’Azzurro al Blu, dandosi arie da principe… “E tu sei troppo vago!” ribatteva l’altro sbattendo gli occhioni. “Se non la smettete, farò sparire entrambi!” minacciava il Bianco. “… o lo farò io…”, mormorò il Nero dal fondo della sala. A dire il vero, tutti immaginavano soltanto che fosse lì seduto in fondo alla sala, perché in realtà non lo vedeva nessuno. “Nessuno?… IO non sono nessuno!” piagnucolava intanto l’Indaco. Poveretto: stretto tra Celeste e Violetto, non riusciva nemmeno ad arrivare vicino al suo piatto. E comunque, anche se ce l’avesse fatta, sarebbe rimasto per sempre l’arcano della sua vera identità! “Per me non c’è nessun problema”, sorrise il Rosa… perchè lui ha sempre visto la vita come un grande confetto da godere, sciogliendo lo zucchero in bocca un po’ alla volta, giorno per giorno, ed ancora di più nei giorni più duri. Il Rosa mette insieme da sempre il candore del Bianco e l’essere sanguigno del Rosso, dando così un tocco di candore anche ai momenti più intensi. Al Rosso non piace molto questo accostamento, perché, se fosse per lui, vivrebbe di soli istinti… non vuole sfumature, non vuole annacquamenti… come quelli azzurrini che poi danno origine al Violetto. Tanto più quando arriva il Blu e porta del freddo, provando a spegnere il Rosso, portandolo al Viola. Anche se poi, sotto sotto, il Rosso rimane sempre: è lui che dà gli impulsi di Vita! Ma tant’è… la Vita è bella perché ci sono gli incontri, gli scambi, le conoscenze e le contaminazioni… niente si ripete uguale e niente rimane invariato, se si è disposti ad incontrare gli altri. Per questo l’Arancione alla fine si è arrabbiato: Blu, Giallo e Rosso sono colori primari, è vero… ma il mondo non avrebbe nemmeno senso se tutto si fosse fermato a loro tre. Il Bianco ed il Nero sono nemici da sempre, l’uno il contrario dell’altro. Non si può dividere tutto tra due grandi categorie, come i buoni ed i cattivi.
Dopo questa forte discussione, tutti si tranquillizzarono e anche l’Arancione si calmò. Il Blu si fece da parte, e riservò per sé i momenti più profondi, la notte, l’immensità, il sereno… ma anche la solitudine. Giallo e Rosso si accordarono: il Rosso portò con sé tutto quello che un cuore può dare, ed il Giallo ci mise quella punta di pazzia che solo chi vive intensamente sa coltivare. Persero entrambi l’equilibrio… e si avvicinarono. Al Rosso arrivò la gelosia del Giallo, al Giallo arrivò qualche goccia di sangue per stringere un patto profondo. E così si creò un nuovo Arancione, intenso, luminoso, brillante… Vivo.
E tutti convenirono che sì, il colore della Vita è proprio l’Arancione.

(Roberto Grande, Storia dai millecolori)

Pubblicato in Previsione settimanale | Lascia un commento

La sete del Tulipano

Tulipano

“Quella era proprio una caldissima primavera. Il sole splendeva sempre forte lassù in alto nel cielo. Il suo calore era così intenso che gli uomini ormai erano convinti che avesse confuso la Primavera con l’Estate! La terra mostrava delle lunghe crepe, ed era diventata dura come una pietra.
In mezzo al prato, vicino al grande albero, un Tulipano si era piegato come se stesse per raccogliere qualcosa… ma i tulipani sono fiori, e i fiori cosa raccolgono? Niente! Il povero Tulipano si era piegato perché non ce la faceva più a stare bello dritto. La calura per lui era insopportabile e aveva tanta sete che si sarebbe bevuto un intero ruscello d’acqua! Ma il ruscello lì non c’era, ed il Tulipano non ce la faceva più.
Guardò in basso e vide tutta l’erba intorno a sé. Anche lei era piegata, ma lui provò a chiedere lo stesso: “Cara sorella erba, avresti un po’ d’acqua da darmi? Ho tanta sete e non ne posso più, ti prego, aiutami tu!” Ma l’erba rispose: “Amico mio, non vedi che ho sete anch’io? L’acqua manca anche a me: come potrei darne a te?”
Fu allora che il Tulipano vide passare una formichina, e chiese anche a lei: “Cara sorella formichina, avresti un po’ d’acqua da darmi? Ho tanta sete e non ne posso più, ti prego, aiutami tu!” E la formica rispose: “Amico mio, non vedi che ho sete anch’io? L’acqua manca anche a me: come potrei darne a te?”.
Il Tulipano sentiva che gli restavano ancora poche forze. Guardò lontano e vide degli uomini avvicinarsi in bicicletta lungo la stradina. Voleva chiedere dell’acqua, ma sapeva che non avrebbero sentito la sua voce.
Sentì poi un uccellino cinguettare tra i rami del grande albero, e chiese a lui: “Caro fratello uccellino, avresti un po’ d’acqua da darmi? Ho tanta sete e non ne posso più, ti prego, aiutami tu!” Ma l’uccellino gli rispose: “Amico mio, non vedi che ho sete anch’io? La poca acqua che trovo basta appena per me: come potrei darne a te?”.
Il Tulipano aveva perso le speranze. Guardò ancora l’erba intorno a sé, la stradina e il grande albero. Non ce la faceva più a stare in piedi, e si buttò per terra sfinito.
Fu allora che, guardando il cielo, si accorse di una macchia bianca vicino al sole. La fissò con lo sguardo e lei gli sorrise. “E tu chi sei?” chiese. “Sono una nuvola” gli rispose. “Cosa ci fai lassù vicino a sole? Non hai paura di bruciarti?” “No caro amico, mi ha mandato qui il vento, e porto con me tante goccioline curioselle, vuoi conoscerle?”. “Oh, si! Mi piacerebbe tanto!”.
In un attimo la nuvola coprì il sole, che così non poteva più scaldare e… una dopo l’altra cominciarono a cadere tante goccioline d’acqua. Una, tre, dieci, cento, mille. Ballavano e danzavano con la loro musica…

Plin, pluc, plon, plac: l’acqua che scende giù dal ciel,
plin, pluc, plon, plac, va a bagnare tutti i fiori,
plin, pluc, plon, plac: l’acqua che scende giù dal ciel,
plin, pluc, plon, plac, fa risplendere i colori!

Il Tulipano non credeva ai propri petali! Acqua! Finalmente! In un attimo si tirò di nuovo su in piedi e iniziò a muoversi anche lui ballando con la musica:

Plin, pluc, plon, plac: l’acqua che scende giù dal ciel,
plin, pluc, plon, plac, la terra felice va a bagnar,
plin, pluc, plon, plac: l’acqua che scende giù dal ciel,
plin, pluc, plon, plac, vuol tornare verso il mar!

Anche l’erba fu felice di poter bere!
La formichina e l’uccellino invece scapparono sotto le foglie a ripararsi dalla pioggia. Finalmente le crepe della terra guarirono e si richiusero.
Gli uomini pensarono che il tempo era un po’ pazzerello, ma anche che l’acqua è davvero una cosa molto preziosa.
Il Tulipano non dimenticò più i momenti felici passati con le goccioline, e continuò a canticchiare ancora…

Plin, pluc, plon, plac: l’acqua che scende giù dal ciel,
plin, pluc, plon, plac, va a bagnare tutti i fiori,
plin, pluc, plon, plac: l’acqua che scende giù dal ciel,
plin, pluc, plon, plac, fa risplendere i colori!
Plin, pluc, plon, plac: l’acqua che scende giù dal ciel,
plin, pluc, plon, plac, la terra felice va a bagnar,
plin, pluc, plon, plac: l’acqua che scende giù dal ciel,
plin, pluc, plon, plac, vuol tornare verso il mar!”

(Roberto Grande, Racconti inediti per l’Infanzia)

Pubblicato in Approfondimenti | Lascia un commento