
(Cesare Pavese)
Ci troviamo in quel particolare periodo in cui sentiamo che qualcosa sta per finire, mentre c’è altro che si affaccia all’orizzonte: è tempo di bilanci, di riflessioni, di buoni propositi, di progetti e considerazioni. Certo è che il 2021 che si appresta a chiudersi è stato un altro anno strano, difficile, di sofferenza e di privazioni. Un anno che ha lasciato e lascerà in noi ferite profonde, ancora con il distanziamento sociale, le mascherine, gli abbracci mancati, le serrande abbassate, un altro anno che ci ha costretti a dire addio a tante persone, che ci ha fatto cambiare abitudini ed in cui si è discusso più di vaccini e green pass che non di cosa mangiare a pranzo o a cena. Per il 2022 non nutriamo ambizioni ma solo grandi speranze, che speriamo non vengano puntualmente disattese. C’è la speranza che esso ci riporti gradualmente alla normalità, a quella normalità che prima ci appariva scontata, ovvia e verso cui invece ora aspiriamo come a un dono prezioso. Ritroviamo la speranza ed il coraggio per ricostruire quello che è stato compromesso. Ognuno faccia tesoro di quanto ha dovuto subire e guardi con occhi nuovi il tempo futuro.
E poi… Cos’è il tempo senza emozioni? E’ come un cumulo di stracci che ci mettiamo addosso e che ci impedisce di camminare leggeri nella vita.
In questo momento potremmo fare una promessa tutta nuova: buttare via il tempo che abbiamo nella testa e trovare il modo di essere vivo.
Prepariamoci ai giorni e alle notti che si susseguiranno senza mettere reti a confinare cosa è giusto e cosa è sbagliato. Anche la scienza sostiene che il tempo non esiste.
Le emozioni, ma anche l’età, il movimento e perfino la temperatura corporea possono influenzare la velocità con cui ci paiono scorrere i minuti e le ore. Inoltre, c’è un forte legame tra il nostro modo di misurare il tempo e quello di percepire lo spazio. La scienza, insomma, ha dimostrato che l’esperienza del tempo è creata dalla mente.
I fisici dicono che il tempo non trascorre, il tempo semplicemente è. Eppure, nessuno dubita che il tempo passi. Inevitabile che sia così, visto che il cervello misura il tempo. Ma, a volte, sbaglia. A disorientarlo, sono innanzitutto le emozioni. Quando ci sentiamo in pericolo di morte il tempo ci dà la sensazione di rallentare e gli attimi diventano eterni. Ma molti neuroscienziati hanno dimostrato, tramite esperimenti, che quando si ha paura il cervello non pensa più velocemente. In realtà, a causare questa distorsione è la memoria: chi vive un evento fortemente stressante, anche di pochi secondi, dopo qualche giorno “ricorda” che sia durato almeno qualche minuto. Insomma, un evento che ci colpisce genera più ricordi e per questo ripercorrendolo con la mente ci sembra più lungo.
È come se il cervello fosse abituato a una certa intensità dei ricordi che si inseriscono nella struttura temporale.
Se gli eventi fanno sì che i ricordi aumentino, pensiamo sia trascorso più tempo.
Infine ricordo che in diversi paesi è usanza buttare dalla finestra cose vecchie o bruciare qualcosa del passato, che non vogliamo portare più cono noi. Gli esperti della psiche ripetono che non c’è cosa migliore di “lasciare andare”: cose, persone, ricordi. Io spero che l’unica cosa da lasciare andare, o la più importante, sia la convinzione che non ci sia abbastanza tempo. Per migliorare, per cambiare, per iniziare. Insomma, per vivere.
PREVISIONI
Oggi e domani, giovedì, qualche nube sparsa, a tratti cielo coperto. Temperature massime simili alle minime, tra i 4 ed gli 8 gradi. Poi l’anticiclone porterà aumento della ventilazione e delle temperature, ma con diminuzione delle minime e ritorno delle foschie e nebbie nelle consuete ore serali e mattutine. è il fenomeno dell’inversione termica, che porterà “caldo” in quota. 1 Gennaio più coperto e nebbioso.
Di notte a volte l’esistenza perde le sue rotte
e ti trascina lungo il fiume della tua mente
e le risposte non sono mai le stesse:
sarà che hai amato tanto, e adesso sei distante,
o forse hai amato troppo e resti indifferente
con chi promette e non mantiene,
chi dice, “Aspettami” e non viene…
Quante volte ti sei persa e non ti sei mai arresa ,
con quel sorriso che salvezza è a volte anche un’impresa
E se ti guardi dentro vorresti indietro il tempo!
Lo sai anche tu. questa è la tua vita e, anche se fa male,
non rinunciare a darle il senso che vuoi tu:
Cerca l’ironia, continua a respirare l’odore del mare.
Di notte a volte il tuo futuro sembra dietro un velo,
le stelle stentano a brillare su di un cielo nero
e ti tormenti col passato che non hai mai scordato...
Quante volte ti sei persa e non ti sei mai arresa,
sai credere in te stessa come prima cosa
e se ti guardi dentro vorresti indietro il tempo!
Lo sai anche tu. questa è la tua vita e, anche se fa male,
non rinunciare a darle il senso che vuoi tu:
Cerca l’allegria, continua a respirare l’odore del mare.
Non c’è un altro modo di essere da come siamo:
i limiti saranno enormi se non li superiamo
e se ti guardi intorno è ancora giorno…
Lo sai anche tu. questa è la tua vita e, anche se fa male,
non rinunciare a darle il senso che vuoi tu:
Cerca l’armonia, continua a respirare l’odore del mare.
Continua a respirare l’odore del mare… Lo sai anche tu.
(Tiromancino, “L’odore del mare”)
PERSONAGGI DI SHULZ:
Snoopy

Ultimo nato di una cucciolata di otto bracchetti, Snoopy è il cane di Charlie Brown, non parla, ma pensa come un umano e cammina su due zampe, e dorme a faccia in su.
Snoopy trascorre gran parte delle sue giornate a sognare avventure fantastiche sul tetto della propria cuccia (che all’occorrenza diviene: scrivania, con tanto di macchina da scrivere; aereo con fori di proiettili causati dalla mitragliatrice col Barone Rosso, cammello) ha molteplici alter ego, è: scrittore; pilota della I Guerra Mondiale impegnato a combattere il Barone Rosso, giocatore di baseball; tennista; pattinatore; avvocato; Joe Cool, eroe della Legione Straniera, e molto altro, e sempre, ovviamente, di fama mondiale.
Degli altri fratelli si sa poco, l’unico con cui ha un’assidua corrispondenza è Spike, magro e baffuto, che vive nel deserto californiano in compagnia di un cactus.
E’ proprio allo Snoopy scrittore che Schulz affida il proprio messaggio di commiato (“…how I can forget them…”).