“Mai ho visto un uomo guardare, sorridere, sedere, camminare a quel modo, egli pensava. Così veramente desidero anch’io saper guardare, sorridere, sedere e camminare, così libero, venerabile, modesto, aperto, infantile e misterioso. Così veramente guarda e cammina soltanto l’uomo che è disceso nell’intimo di sé stesso. Bene, cercherò anch’io di discendere nell’intimo di me stesso.”
Hermann Hesse
Meteocereda, edizione del sabato. Ci lasciamo alle spalle una settimana di nubi diurne e notturne, e ci apprestiamo a cambiare totalmente tono: nei prossimi giorni infatti l’Autunno si troverà di fronte all’improvviso l’Inverno, e si lascerà andare, quasi crollando senza più forze, ma scendendo nel suo intimo più nascosto, per ritrovare se stesso.
L’Inverno farà capire che è solo venuto ad affiancare il cammino dell’Autunno, ed andranno avanti tenendosi la mano, risalendo dolcemente verso una nuova tranquillità.
Un promontorio di alta pressione sta infatti bloccando ora la porta atlantica, consentendo dall’alto lato la discesa di aria fredda dai balcani e fino a noi. Dalla giornata di sabato non avremo più precipitazioni, e ci sarà una buona domenica, anche se torneranno a trovarci foschie e nebbie serali e mattutine. Da lunedì inizierà l’afflusso di aria fredda, che farà scendere le temperature minime sotto lo zero sia martedì che mercoledì. Da giovedì inizierà una risalita graduale delle temperature, sempre in un contesto sereno, ventilato e senza precipitazioni. Dicembre inizierà quindi con buone premesse di dinamicità.
Buona settimana a chi scende e chi sale, da soli o a braccetto, verso nuovi orizzonti, e per Te ci sia sempre la mano che cerchi, pronta a sorreggerTi nelle difficoltà, ogni giorno.
“…come un colombo intorno a un pallone frenato e con un colpo di becco bene aggiustato forato e lui giù giù giù? …e Noi… ancora ancor più su, planando sopra boschi di braccia tese: un sorriso che non ha né più un volto né più un’età!
E respirando brezze, che dilagano su terre senza limiti e confini,
ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini.
E più in alto e più in là… se chiudi gli occhi un istante… ora figli dell’Immensità.”
(La collina dei ciliegi, Mogol)
