Frìtoe de Campo Marso

frittella gigante

Dalle mie parti le frittelle giganti, quelle col buco, si chiamano “frìtoe de Campo Marso” perchè sono state “scoperte” quando si “scendeva” a Monte Berico per la Festa dei Oto a settembre. Sono molto diffuse anche nelle sagre paesane, dove contendono il primato della golosità alle “fritoe co a sardèa” e a quelle “co a maresìna”… Farle non è difficile, anzi, è abbastanza facile. Le propongo oggi in alternativa ai soliti crostoli, castagnole e frittelle classiche di Carnevale: in un bicchiere di acqua tiepida si scioglie un cucchiaino di zucchero ed un po’ di lievito di birra fresco (10-15 grammi, a seconda della quantità d’acqua). S’impasta con farina 00, un pizzico di sale, una fialetta di rhum. L’impasto deve risultare molto morbido ed elastico, quasi appiccicoso per le mani. Si lascia riposare e lievitare almeno un paio d’ore. Poi si staccano delle palline e si modellano schiacciandole, creando il famoso buco nel mezzo. Quindi si friggono in olio bollente, si scolano per bene e si cospargono con abbondante zucchero semolato: quel che resta appiccicato è tutto vostro!!! Una variante molto “porca”, in voga negli ultimi anni, consiste nello spalmare di nutella la frittella appena cotta, quindi viene piegata a metà e magari “sigillata” con della panna spray… Fatelo prima della Quaresima, perchè poi c’è solo l’Inferno per espiare un simile peccato di gola! E buon ultimo di Carnevale!

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