Previsioni dal 21 al 27 Marzo 2020

ESSERE O NON ESSERE?

Meteocereda, edizione del sabato. Periodo di… dilemmi. Mentre l’umanità si pone diversi interrogativi, anche noi personalmente ci chiediamo se siamo o non siamo… e se, per la domanda che non si dice, ma che tutti pensano, preferiremmo sapere che non siamo, per tutto il resto però vorremmo fortemente ESSERE: sani, felici, insieme, abbracciati, liberi…
Non vogliamo parlare al futuro (andrà, faremo, saremo…), vogliamo il presente, l’ora, il qui e adesso! Davanti ad affermazioni forti, opponiamo reazioni forti, quasi come quelle del Leone contro chi prova a toccargli la coda!
Come immagine settimanale abbiamo scelto la margherita, un fiore semplice, che sta tornando a riempire i prati che non possiamo calpestare, ma che è anch’esso il fiore “dell’oracolo”: m’ama o non m’ama? M’Ama… senza dubbio. Ed in questo momento, certo.
Oggi, 21 Marzo, viene ricordato comunemente come il primo giorno di Primavera (astronomica), in realtà l’equinozio è già stato ieri, 20 Marzo, alle ore 4.49 (fuso orario dell’Europa centrale). Anche in questo caso abbiamo un giorno che è… ma non è. Però desideriamo che sia! Ed anche nei prossimi giorni il meteo primaverile giocherà a non essere: la giornata festiva sarà infatti caratterizzata da un moderato vento di bora che farà crollare le temperature registrate in questi giorni, fino a portarci, soprattutto martedì mattina, a toccare lo zero nel termometro. Una bella raffreddata, contro i rialzi dei giorni scorsi. Non avremo precipitazioni, ma il cielo si coprirà di nubi ad intermittenza per diversi giorni della settimana (domenica, martedì, giovedì, di più venerdì), in particolare durante la coincidente assenza di vento. E’ di fatto un colpo di coda di stampo invernale, che svanirà con la fine della settimana, del periodo di ora solare, del mese di Marzo.

Una buona settimana a Te, nel presente, con un occhio alla temperatura, ma con la certezza che siamo: qui, ora, insieme.

A chi non è capitato di avere dubbi nella vita?
Il problema nasce quando il dubbio diventa ossessivo, portando alla paralisi dell’azione. Spesso cercare di dare risposte razionali a domande e pensieri che risultano intrusivi e spesso sono irragionevoli, non prevedendo risposte certe, fa entrare in corto circuito la mente, bloccando ogni soluzione. Come disse Kant: “Prima di valutare se una risposta è esatta si deve valutare se la domanda è corretta”.
Spesso chi soffre di dubbi a domande come “Lo amo oppure no?” “Devo comportarmi in questo modo o sarebbe meglio agissi in quest’altro?” , “Compro casa o sarebbe meglio andassi in affitto?”, “Continuo gli studi o vado a lavorare?”, riesce a trovare risposte favorevoli sia per un’opzione che per l’altra non riuscendo ad arrivare a una scelta.
Nel caso raro in cui pervenisse a una scelta, il senso di colpa per un eventuale sbaglio sarebbe sempre in agguato e come un giudice inizierebbe ad accusare la persona di aver preso la decisione sbagliata, gettandolo nello sconforto e bloccandolo ulteriormente nelle scelte future! La continua ricerca di risposte che sciolgano i dubbi, produce un effetto che ha del paradossale, in pratica i dubbi non si estinguono, producendo sempre più risposte che faranno emergere altre domande e di conseguenza dubbi. Il ciclo è all’infinito!
A questo punto i tentativi di soluzione che vengono messi in atto sono:
· Cerco di controllare razionalmente le mie emozioni, sensazioni, reazioni fisiologiche, cado nel “controllo che fa perdere il controllo”
· Tento di non pensarci, sforzandomi di annullare i pensieri intrusivi, cado nel paradosso del ”pensare di non pensare” e quando non voglio pensare già ci penso
· Tento di trovare risposte certe che possano rassicurarmi su quesiti che di natura non prevedono risposte giuste e razionali, cado nella trappola delle “risposte corrette a domande scorrette”
In questi casi una soluzione potrebbe essere quella di bloccare le risposte. Non sarebbe possibile bloccare le domande, perché l’effetto paradossale sarebbe di “pensare di non pensare” e del “controllare ciò che non si può controllare”, il rischio è aumentare ciò che vorremmo eliminare.
Ad esempio nel caso una persona non sapesse cosa fare della sua vita, che scelte compiere, con chi stare, sarebbe inutile che continuasse a dipanarsi fra le mille possibilità di scelta incrementando le sue incertezze ed i suoi dubbi ma piuttosto dovrebbe portare con sé i propri dubbi, come uno sfondo che non può essere cancellato e farsi una domanda tutti i giorni: “Dove mi piacerebbe essere, a fare cosa e con chi tra sette anni?”
Non ci dovrebbero essere calcoli, valutazioni razionali ma semplicemente il lasciare spazio alla fantasia, creando un sogno sulla propria vita, privo di condizionamenti.

Questa voce è stata pubblicata in Previsione settimanale. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento