“Una rondine non fa primavera, ma due upupe innamorate,
due leprotti in un cespuglio, una cutrettola che corre sulla strada,
due scoiattoli che si arrampicano tra i rami di un abete, sì.”
Mario Rigoni Stern
Meteocereda, edizione del sabato. Eccoci arrivati all’ultimo appuntamento di questa stagione, reduci da una settimana non eccessivamente primaverile, con il previsto acquazzone che ha bagnato per bene il pomeriggio di giovedì e le altre giornate che si sono susseguite stanche fin dal mattino, complice anche un riposo notturno un po’… così così. Come di consueto, nell’ultimo weekend di Marzo si passa all’ora legale. Possiamo considerarlo come uno slancio, un quarto d’ora di carica, una ricarica di energia per andare incontro alla stagione calda. Ci portiamo dentro le cose belle, su tutte la nevicata del 12 Gennaio, dove avevamo dettagliato i centimetri, e che è rimasta a lungo a terra ad imbiancare il paesaggio. E’ stata unica, ma anch’essa carica di significato ed occasione di stringersi di più e meravigliarsi ancora una volta. Resterà nel cuore. Come resteranno i brillanti di bianco, gli specchi di ghiaccio che si sciolgono, il desiderio di un nido caldo per ripararsi dal freddo. Resteranno negli occhi… e nella pancia.
La prossima settimana invece, ultima di Marzo, vedrà vento e precipitazioni solo nella seconda parte della domenica, da lunedì a martedì resterà il vento, ma con cielo sereno. Da mercoledì ci sarà qualche foschia, ma generalmente le giornate saranno buone e le temperature in leggero aumento. La settimana ed il mese si concluderanno con giornate serene e massime oltre i 20 gradi.
Buona settimana a ciascuno, buona stagione calda ad ognuno, e a Te,
con tutto il calore, la carica e l’energia per affrontare tutte le giornate,
da quelle più barbose a quelle più difficili! Tu sei… l’Infinito.
L’appuntamento è per sabato 28 Ottobre 2017 (a Dio piacendo).
“Io rinascerò cervo a Primavera, oppure diverrò gabbiano da scogliera:
senza più niente da scordare, senza domande più da fare,
con uno spazio da occupare… senza paura di cadere,
intento solo a volteggiare, senza complessi e frustrazioni,
ascolterò le sinfonie delle stagioni
con un mio ruolo definito: così, felice d’esser nato,
fra Cielo, Terra e l’Infinito…”
(Cervo a Primavera, Giulio Rapetti)
