“Improvvisamente iniziò a piangere, in quel modo che è un modo bellissimo,
un segreto di pochi, piangono solo con gli occhi,
come bicchieri pieni fino all’orlo di tristezza,
e impassibili mentre quella goccia di troppo alla fine li vince e scivola giù dai bordi,
seguita poi da mille altre, ed immobili se ne stanno lì,
mentre gli cola addosso la loro minuta disfatta.”
Alessandro Baricco
Meteocereda, edizione del sabato. Come lo sciogliersi di un pianto, anche il cielo si è sciolto in abbondanti lacrime di pioggia. Febbraio è nato così: nubi, nebbia, pioggia, aria fredda. E continuerà, non tutto è ancora risolto. Anche perché da tempo attendevamo queste lacrime, che hanno superato anche le rigidità dell’Inverno e ci proiettano già verso la Primavera. La pioggia ha sciolto la neve rimasta al suolo per quasi tre settimane, come a lavare via un nido che si è preparato, ma che alla fine non è servito. Con l’inizio di Febbraio siamo entrati nell’ultimo mese dell’Inverno meteorologico, che avrà ancora qualcosa da dirci. Nel dettaglio, la giornata odierna continuerà a veder scendere una pioggia malinconica, mentre la giornata festiva si aprirà con qualche sprazzo di sereno, rimpiazzato presto, nel corso della giornata, da altre nubi e piogge che continueranno fino alla fine di lunedì. Martedì e mercoledì torneranno foschie e nebbie, anche a causa dell’alta umidità, e le temperature torneranno in flessione. Giovedì sarà un giorno più carico, anche se disteso. Venerdì… capiremo se dare un taglio all’Inverno o se mostrerà una nuova tinta, portatrice di altri significati, più o meno intensi. Per il momento consigliamo attenzione, e diamo appuntamento a mercoledì per un break infrasettimanale.
Buona settimana a chi ride, chi piange, chi ricorda, chi soffre, chi festeggia, chi tutte insieme… e soprattutto a Te, che rendi tutto così chiaro, anche attraverso il pianto!
“Questi giorni invernali così chiari,
e queste notti ancora più serene
mi mettono nel cuore tanto gelo:
come se mi scorresse nelle vene
il freddo dei sessanta inverni amari;
e fosse tutto un vetro terra e cielo
col tuo ghiaccio disciolto dal mio pianto,
dalle Pleiadi, al vischio, al calicanto.”
Questi giorni invernali così chiari, Corrado Govoni
